Un cocktail nato in un bar di paese
La Mezza Carolina è stata inventata ad Arenzano nel 1967 dal barman arenzanese Ilio Ricchetti, che gestiva il bar Nardin. In quegli anni il paese era una delle mete preferite dei lavoratori dei cantieri navali di Sestri Ponente, e tra i clienti abituali del locale c'erano anche ingegneri americani.
Quei clienti apprezzavano cocktail dal gusto deciso, secondo la tradizione statunitense. Ricchetti, osservando i loro gusti, decise di proporre un'alternativa più leggera, mescolando ingredienti locali e internazionali per ottenere un drink equilibrato.
Come è fatta
La ricetta nasce da un'idea semplice: dimezzare le dosi. Mezzo bicchiere di vodka, mezza bottiglietta di Schweppes all'arancia, bitter Campari e mezza fetta d'arancia.
Il risultato è un aperitivo che si beve, non un cocktail da centellinare: fresco, agrumato, con la nota amara del bitter a tenerlo in piedi. Esattamente quello che serve in una sera d'estate al porto.

Da dove viene il nome
Il nome lo si deve a una ragazzina che frequentava il bar con i genitori: era minuta e graziosa, e rendeva bene l'idea di quello che il cocktail trasmetteva — qualcosa che si poteva bere tranquillamente, senza essere troppo forte. Da lì, Mezza Carolina.
Ilio Ricchetti è mancato nel febbraio del 2022, ma il suo cocktail continua a essere celebrato in Liguria, e ad Arenzano c'è una giornata dedicata: il Mezza Carolina Day, inserito nel calendario degli eventi annuali del paese.
Il resto dell'aperitivo ligure
Intorno alla Mezza Carolina gira tutto il repertorio del Ponente: focaccia genovese ancora tiepida, farinata di ceci, olive taggiasche, acciughe. Sono cose semplici che qui vengono fatte bene per abitudine, non per marketing.
Se avete la cucina — e in entrambe le nostre case ce l'avete — il gioco più divertente è comprare la focaccia al mattino nel carruggio e portarla in spiaggia. Costa poco e funziona sempre.
Dove finisce la serata
Il porticciolo turistico è il posto naturale per l'aperitivo al tramonto: si arriva a piedi dal centro e si guarda il sole scendere sul golfo. Dopo, si torna a casa camminando, che è il motivo principale per cui conviene dormire in paese.
Quando un cocktail diventa identità
Non capita spesso che un paese di undicimila abitanti abbia un drink suo, riconosciuto e replicato altrove. La Mezza Carolina è nata da un'esigenza pratica — servire qualcosa di più leggero a clienti abituati ai cocktail americani — ed è rimasta perché funzionava.
Il fatto che sia sopravvissuta al suo inventore, e che oggi abbia una giornata dedicata nel calendario degli eventi annuali di Arenzano, dice qualcosa su come questo paese tratta le proprie storie: senza monumentalizzarle, ma senza dimenticarle.
Rifarla in casa
Gli ingredienti si trovano ovunque e le proporzioni sono quelle della ricetta originale: mezzo bicchiere di vodka, mezza bottiglietta di aranciata amara tipo Schweppes, bitter Campari e mezza fetta d'arancia. Ghiaccio abbondante.
Chi soggiorna da noi ha la cucina attrezzata e, a Casa Roma Arenzano, anche la terrazza con tavolo, sedie e due sdraio. Il resto è questione di ora del giorno: dalle sette in poi.
Dove finisce la giornata ad Arenzano
Il porticciolo turistico è il punto naturale dell'aperitivo: si arriva a piedi dal centro, si guarda il sole scendere sul golfo e si resta finché non fa fresco. Il litorale pubblico è lì accanto, quindi la transizione dalla spiaggia al bicchiere è questione di minuti.
Da entrambe le nostre case si torna a piedi. È un dettaglio che sembra piccolo finché non si passa una vacanza a decidere chi guida.
Le due case ad Arenzano
Casa Roma Arenzano ha il giardino e la terrazza, Casa Roma Blu i 120 m² ristrutturati e la stazione a due passi. Entrambe a piedi dal mare.
